Il tema del Meeting 2008

luglio 3, 2008

manifesto meeting

manifesto meeting

Se ci domandassimo infatti chi è il
protagonista oggi, per la mentalità comune, dovremmo necessariamente
rispondere che stiamo parlando di un soggetto il cui scopo principale
nella vita è il successo. Senza di esso ci si ritrova privati di una
identità precisa, o meglio di quella possibilità di essere riconosciuti
che, in qualche modo, sembra dare l’illusione di ‘esserci’ per davvero.
Si tratta in altre parole di una omologazione che obbliga a seguire in
tutto e per tutto le direttive della moda dominante: senza essere
socialmente riconoscibili, del resto, oggi giorno non si esiste. Ma che
tipo di uomo è quello che insegue a tutti i costi ciò che lo fa
distinguere dagli altri? È il divo, ovvero l’uomo che si erge a Dio.
Quest’ uomo, nel tentativo di essere libero, vuole possedere la realtà
in assoluta autonomia; si ritrova invece schiavo delle circostanze,
delle cose e, ovviamente, della riuscita. Tagliato il rapporto con la
realtà, prigioniero dell’esito, l’uomo rimane in una condizione di
passività umana che lo costringe ad esprimersi in un triste e vuoto
formalismo .Ma un uomo che conta solo sulle sue forze è destinato,
prima o poi, a fallire. L’esito inevitabile di questo processo è lo
scetticismo e il cinismo.

Che cosa invece è più forte della
riuscita, meno effimero del successo? Afferma don Luigi Giussani:
“protagonisti non vuole dire avere la genialità o la spiritualità di
alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e
l’eternità, unico e irripetibile”. Il vero protagonista è infatti
l’uomo stupito che fa la scoperta commovente -che scaturisce sempre da
un preciso incontro con la realtà- di avere un volto unico e
irripetibile. Un uomo libero: libero perché, quasi per una sorta di
paradosso, è consapevole di essere legato all’origine della vita
stessa, a quel disegno misterioso da cui intuisce che ogni cosa
dipende. Un uomo religioso: capace di rapportarsi con la realtà tutta e
che, ammettendo la categoria della possibilità, è disponibile ad una
possibile rivelazione. Un uomo irriducibile: che non può accontentarsi
di nessuna riduzione ideologica, né biologica né storicistica. Un uomo
che conosce perché ama: abbracciando le persone e le circostanze della
vita, quelle felici e quelle dolorose, vuole giudicare tutto nella
continua ricerca del significato ultimo per cui la realtà è fatta.

Documenteremo
con incontri, dibattiti, testimonianze, mostre e spettacoli, la
dimensione di questo tipo di uomo che è l’unica e possibile rivoluzione
per il nostro tempo.

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