E’ opinione alquanto comune scaricare i problemi derivanti da una scarsa programmazione strategica aziendale sulla congiuntura economica che i paesi, in particolare quelli di area Euro, stanno attraversando. “Oggi c’è la crisi che…” questa è la frase che apre di consuetudine i discorsi sull’analisi dell’economia attuale.

Va oltre ogni ragionevole dubbio il fatto che l’attuale periodo di recessione è similare se non peggiore del 1929 anche se il paragone non regge: l’attuale recessione non si basa solo su un assunto finanziario ma anche strategico e valutativo. In parole più semplici l’errore di valutazione più frequente che coinvolge non solo le aziende ma tutto il tessuto economico e sociale è pensare che le cose non possano mai cambiare. Il mitico posto fisso ormai sembra, anzi è cosa d’altri tempi come avere la stessa occupazione fino alla pensione; le aziende che non si evolvono finiscono prima o poi col chiudere i battenti fosse anche solo una semplice pizzeria. Al solito spiare cosa accade oltreoceano può essere illuminante. Oggi in America il 40% del prodotto interno lordo deriva da aziende che non esistevano prima del 1980. Il parco Vega di Marghera - Venezia Leggi il seguito di questo post »

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